D:In occasione dell'approvazione del nuovo Statuto della Banca d'Italia si è discusso molto della futura e probabile nazionalizzazione di Bankitalia S.p.A. Qual è a tal proposito la posizione del Comitato di Liberazione Monetaria?
R:Noi abbiamo seguito molto attentamente la riforma delle norme dell'assetto proprietario della Banca d'Italia. È il chiaro sintomo che quel grande conflitto di interessi che era la Banca d'Italia, posseduta da coloro che dovevano essere controllati, è uscito allo scoperto tanto che è stato impossibile negare una tale evidenza. Inoltre noi crediamo che non sia un caso il fatto che l'eliminazione della norma che assicura il controllo dello Stato, tra l'altro avvenuta con una seduta di meno di mezz'ora, sia stata decisa a pochi giorni dall'incontro della CLM con le Istituzioni. Noi allora spiegammo con grande semplicità che c'era quest'evidente problema e che era assolutamente innegabile. Un'analisi più approfondita invece va fatta del programma di nazionalizzazione della Banca. Adesso hanno deciso così di vendere la Banca d'Italia allo Stato ora che non serve più, tra l'altro a caro prezzo, si parla di oltre 23 miliardi di euro, dopo che la hanno svenduta, anzi regalata alle Banche con la precedente riforma. Tra pochi anni non avrà più senso stampare denaro, e il signoraggio che possederà lo Stato è una percentuale misera, appena sufficiente a sostenere le spese amministrative. La nazionalizzazione, così come l'hanno proposta non serve a nulla, è un peso per lo Stato, una fonte di nuovi debiti, di una schiavitù che si aggiunge per il popolo italiano.
Allora, si impossessarono della Banca d'Italia e fecero carne da macello, rubando l'oro del Tesoro, che illecitamente è stato trasferito facendone smarrire le tracce in una banca delle isole Cayman, e riciclando nei loro circuiti gli utili del signoraggio. Hanno completamente cancellato la commissione permanente parlamentare per il controllo delle attività della Banca di Italia, istituita con il decreto n. 204/1912, composta da 5 deputati e 5 senatori, poi ridotta a 3 prima di scomparire del tutto. Oltretutto, dopo aver depredato l'Istituzione hanno rafforzato invece il loro circuito finanziario interbancario, fissando all'1,6% la riserva richiesta per l'emissione del credito, ossia della moneta nata dal nulla, che si traduce ovviamente in denaro virtuale. Attualmente soloil 2% del circolante è carta moneta, mentre il 98% è costituito da moneta virtuale che viaggia sui circuiti mediante compensazioni e senza un reale movimento. Di questo passo, tra pochi anni la moneta stampata non esisterà più, per cui il signoraggio creato andrà a finire completamente nelle tasche delle Banche, sarà tutto signoraggio secondario sul quale lo Stato non percepirà neanche i proventi per le tasse.
D:Cosa risponde il CLM dunque alla posizione dei movimenti del signoraggio sull'analisi del nuovo Statuto?
R:Io credo che sia stata un'analisi un po' superficiale, di ottica miope, perché puntare troppo sull'assetto proprietario non ha senso, perché questo può essere anche completamente statale senza che nulla cambi. Se si dice che finalmente la Banca d'Italia ammette di essere privata, bisogna poi pensare che i Banchieri vogliono invece che sia pubblica perchè la vogliono cedere, è una cosa che non gli serve più, e lo vogliono fare a caro prezzo.
Propugnare, tra l'altro, per una nazionalizzazione della Banca d'Italia significa sposare una verità parziale, in quanto lo Stato deve puntare innanzitutto a controllare o a ricavare almeno le tasse da quella enorme massa monetaria che è il denaro virtuale.Tra l'altro, il sistema Italia non sa trattare bene le sue imprese statali, c'è un malcostume diffuso che tende a dilapidare completamente ciò che è statale. Gli amministratori degli enti pubblici hanno divorato un patrimonio statale che ammonta a 95 miliardi di euro, e con questo governo, appena salito al potere, sono letteralmente scomparsi 30 miliardi di euro. Non esiste nessun controllo sugli enti pubblici, sulle imprese statali: se le ha lo Stato le mangiano dall'interno come vermi, per poi svenderle ai privati.
Cosa possiamo adesso aspettarci da questa classe politica che vuole "nazionalizzare" la Banca d'Italia, se è una costola della lobby bancaria più potente del mondo? Prodi nasce come portaborse, è divenuto amministratore delegato dell'Iri solo per farla svendere, è legato agli ambienti della finanza internazionale e del più grande gruppo bancario che possiede il 70% delle attività finanziarie.
Ovviamente ognuno sposa la sua posizione su questi argomenti, ma alzare polveroni su delle analisi economiche è fare la guerra dei poveri, che non porta a nulla, perché innanzitutto occorre informare collaborando e non fare una gara.
D:Quale sarebbe per la CLM la soluzione?
R:Occorre andare a fondo sulla questione, e credo che bisogna anche spostare il concetto, perché sicuramente il piano è diabolico e terribile. Cercheranno in ogni modo di fare propaganda per alzare il prezzo delle azioni, e noi questa la dobbiamo evitare, perché potrebbe utilizzare i movimenti del signoraggio per favorire la vendita. A questo punto sarebbe infatti meglio non averla, sarebbe meglio lasciarla privata, sarebbe il male minore dinanzi a tale soluzione.
La Banca d'Italia deve essere nazionalizzata, ma a costo zero, deve ritornare nel Tesoro senza che alcun addebito, dopodichè occorre ricostituire la sua ricchezza e fare le opportune indagini per rintracciare l'oro e i soldi, individuando le relative responsabilità. La riforma più importante invece sarebbe quella di porre una tassa sul signoraggio secondario, quello del denato virtuale, anche convenendo ad un compromesso in modo da recuperare parte della ricchezza statale.
Facendo un po' di conti, con questa semplice manovra si arriverebbe all'esenzione fiscale totale per i redditi sino a 50.000 euro, e ad una tassazione del 10% per i redditi superiore, senza sconvolgere il sistema economico.
Sicuramente non saranno queste le norme approvate da un governo costituito dalle lobby bancarie stesse, dagli ex consulenti della Goldmann Sachs e Gruppo Rotschildt, da componenti del Bilderberg e delle più alte massonerie. Hanno utilizzato la propaganda di sinistra per affossare qualcuno che stava cominciando a dare fastidio e a scavare intorno all'orticello dei Banchieri, e saliti al potere stanno facendo bene il loro lavoro da "dipendenti dei privati".
D:Qual è la sua impressione a freddo dopo il suo incontro con le Istituzioni?
R:"
Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei". Io ho informato parlamentari, ho parlato con tante persone, disinformate o convinte della loro posizione, che mi hanno ascoltato con gentilezza, ma anche con grande fastidio. Sono assistiti da consulenti ed intelligence, sapevano come comportarsi. Ora che hanno preso atto di questo, continueranno per la loro strada, non ci si deve aspettare niente da questo governo perché sono la massima espressione della Massoneria, loro sono peggiori di altri, proprio per le loro origini e per le compagnie che frequentano.
D:Come pensa il CLM di agire sulle decisioni parlamentari?
R:Noi stiamo cercando di creare una federazione di movimenti che tagli trasversalmente tutti i partiti e crei tante piccole spaccature, in modo da presentare una reale alternativa alle prossime elezioni. È ovvio che per interferire sulle leggi occorre salire alle Istituzioni usando il potere democratico, perché il Drago, il male, si trova proprio nelle Istituzioni, è ovunque, dilaga. Sono dappertutto, hanno consulenti, psicologi, commissioni di esperti, giudici e avvocati, noi invece abbiamo la fede e la verità. Su questa dobbiamo far leva per informare le persone e creare una forza internazionale, coinvolgere tutti gli stati europei in questo movimento per la libertà dalle lobbies bancarie.
D:Il CLM ha dunque già cominciato la sua rivoluzione dal basso?
R:Il CLM vuole creare un'economia alternativa e per far questo occorrono degli strumenti e delle forti collaborazioni, dei compromessi e diplomazia. Stiamo coinvolgendo gli imprenditori, i piccoli industriali, e le Banche italiane che sentono la pressione di questo capitale straniero che sta penetrando il mercato e pian piano le sta mangiando. Si pensi alle Banche Popolari, alla Banca Nazionale del Lavoro, che sta per subire l'ennesima scalata ostile dal gruppo estero nella piena collusione del sindacato, che non muoverà un dito per evitarla.
Stiamo innanzitutto cercando di costruire dei fondi chiusi mobiliari per creare delle banche di garanzie a sostegno degli imprenditori, per difenderli da Basilea II e III.
Stiamo organizzando un collettivo di avvocati pronti a sostenere le cause per la giusta remunerazione dei danni subiti dalle imprese da parte del sistema bancario e dei cittadini. Apriremo tanti piccoli fuochi all'interno dei tribunali italiani, per riportare ad equità il rapporto banca e cittadino.
D:Che ruolo ha in questo la Tela e la Cyberbank della Etleboro?
R:Un grandissimo e importante ruolo è il nostro sistema informatico di riferimento, e senza di esso è difficile organizzare le imprese, gli scambi e così l'economia alternativa. E' il nostro mezzo per informare innanzitutto e far cessare ogni forma di sciacallaggio e disinformazione sul signoraggio, perché quando occorre passare all'azione e realizzare praticamente bisogna essere preparati, forti e uniti, altrimenti siamo sconfitti in partenza. Attualmente la Etleboro è già la nostra intelligence informativa, abbiamo con entusiasmo confermato la nostra adesione al Sig. Altamura, che è un combattente in prima linea contro il Drago, è un uomo di scienza, una persona estremamente intelligente. Crediamo nel nostro progetto, crediamo nella Tela e stiamo facendo di tutto per poterla trasformare in una realtà.
D:La Etleboro ha affermato che entro quest'anno è pronta a portale la Tela a Mosca. Lei cosa sa dirci di più?R:Noi cercheremo di portare le imprese italiane in Russia, agendo sempre in maniera discreta e in punta di piedi, nel rispetto della loro economia e con uno spirito di collaborazione e coordinamento.La Russia per noi è una grande speranza, perché si è dimostrata una grande nazione in grado di fare le sue lotte contro i Banchieri che hanno tentato di appropriarsi delle sue risorse energetiche. Abbiamo la speranza che questa collaborazione economica possa poi portare a stringere più strette relazioni politiche, per avere la forza e l'appoggio che occorre per far sì che anche l'Italia si riappropri di ciò che è suo.
D:Qual è la reazione degli imprenditori e di coloro che aderiscono a tale progetto?
R:Per noi è semplice raccogliere consensi e adesioni perché le imprese hanno capito che questa è una valida, se non l'unica, soluzione per sopravvivere a Basilea II, alla distruzione dell'economia reale. Io sono stato a Crotone, ho parlato dinanzi a centinaia di imprenditori e il Presidente della Confcommercio e della Confindustria hanno aderito al CLM perché credono in questa economia alternativa che possiamo creare insieme. Anche le Banche italiane ci credono, sanno benissimo che un'economia distrutta non conviene a nessuno, sarebbe comunque la fine di qualcosa, considerando che le grandi imprese stanno fallendo tutte, e non producono nulla in Italia.
Noi, come dicevo, abbiamo la verità per combattere il Drago, siamo tanti e ci stiamo organizzando.
Etleboro è vicina a noi, come noi siamo vicini ad Etleboro, siamo tutti uniti per cominciare a costruire il futuro, la svolta.